UNA CONVIVENZA CONVENIENTE

Sulle coste salentine da tempi immemorabili va avanti una  piacevole storia di convinvenza tra due specie che come riportato  in letteratura condividono la stessa nicchia ecologica in maniera armoniosa e talvolta anche vantaggiosa.

E' l'emblematico caso del passero solitario e del falco pellegrino.

Sulle falesie della costa adriatica nella zona a ridosso del capo di Leuca ci si puo' imbattere nell'osservazione di queste due specie spesso a pochi metri di distanza.

Entrambe risultano nidificanti stanziali con un piccolo numero che invece  rimane migratore regolare.

Per il falco pellegrino l'unica coppia nidificante documentata ufficialmente per il salento si trova a ridosso del canale del ciolo,ma dalle mie personali osservazioni posso affermare che ne esistano almeno altre 3  dislocate nel raggio di 20 km.

 

Il passero solitario dai francesi soprannominato merlo blu per via del suo colore  che  contraddistingue il maschio adulto, passa il suo tempo sugli alti costoni rocciosi di cui la costa adriatica e' particolarmente ricca.Da li scruta il territorio circastante alla ricerca di prede, e nella stagione riproduttiva e' facile vederlo esibire nelle sue parate nuziali accompagnate dal suo canto melodosio in volo pr attirare la femmina.

 

Una costante pero' mi ha accompagnato  durante le osservazioni del passero : ossia la presenza del falco pellegrino che non mancava mai di farsi notare

nei paraggi, intento nelle sue acrobazioe aeree a caccia di piccioni selvatici , di cui le falesie carsiche adriatiche sono particolarmente ricche.

A volte infatti mi sono ritrovato nel mirino un pellegrino e non un solitario.

A dire il vero non ho avuto mai il piacere di ritrarre ottimamente un maschio adulto con la sua livrea azzurro cobalto, e per la maggiore ho fotografato dei giovani molto simili nel piumaggio a delle femmine di codirossone .

Il perche' di questa convivenza inoltre e' da ricondursi anche oltre che all'ambiente  ad una stretta cooperazione tra le due specie.

Nelle mie numerose osservazioni dal 2010 ad oggi 2020  ho potuto notare quello che  spesso avviene in natura ossia la cooperazione tra specie diverse.

Nello specifico il passero solitario sembra fungere da sentinella per il falco pellegrino che a sua volta sembra riconoscere il suo canto di allarme rispondendo a questo quasi sempre con una fuga dal posatoio.

E la stessa cosa vale al  contrario.

Ossia il passero riconosce il verso di allarme  del pellegrino fuggendo a sua volta.

Giovane falco pellegrino con il suo caratteristico piumaggio al primo anno

Ricordo un altro episodio di cooperazione tra le due .

Dopo che il falco ebbe consumato il suo pasto  (una tortora selvatica ) il passero solitario si cibo' dei resti della carcassa lasciata li dal rapace.

Fu l'unica  e non avendo con me l'attrezzatura fotografica non ebbi modo di immortalre la scena ,che comunque si svolgeva a distanze siderali.

Un caso di necrofagismo da parte del passero che forse non e' stato ancora documentato in natura.

Un falco pellegrino femmina sul posatoio .

Le sue dimensioni sono il triplo del maschio

Il pellegrino rimane una specie a rischio perche' la stessa nicchia ecologica risulta minacciata continuamente da errate politiche ambientali.

Anche se gli animali hanno grandissime capacita' adattative spesso i tempi per metterle in atto risultano troppo brevi ,e come e' successo per alcune specie come il torcicollo o il verdone nel salento sono destinate a scomparire oa subire un forte calo demografico.

Impossibile confidare nell'uomo per salvaguardare queste ricchezze e questa biodiversita'perche' sembra egli stesso incompatibile con la vita.

Confidiamo magari nel tempo che come dicono i saggi rimane sempre il miglior giudice.

Un giovane solitario sul posatoio usuale

Un giovane dell'anno dal piumaggio simile ad un codirossone

Maurizio Biasco all reserved